Posts Tagged ‘Gli Invidiosi’

h1

Urbano Roberto Cairo: chi è costui?.

Wed, 13 August 08

TORINO – Cairo, nasce a Milano 51 anni fa. Cresce bauscia e alla stregua del suo idolo decide di prendere per mano una squadra alla deriva, cosa lodevole se c’è un’appartenenza di tifo. Così non è perchè Cairo è del Toro solo dal punto di vista zodiacale. Cresce all’ombra del più grande uomo d’affari d’Italia degli ultimi trent’anni, Silvio Berlusconi. Nel 1995 comincia a scimmiottarlo e lo fa egregiamente bene tanto da fondare un gruppo pubblicitario e poi fonda la Cairo Comunication. Dal 2005 rileva il Torino Calcio fallimentare ed incomincia in molteplici occasioni a versare bile sulla Juve. Pur essendo legato da molteplici interessi al gruppo Fininvest, trae accordi in ambito calcistico con Moratti, l’importante è creare un giocattolo che si sappia impegnare in due sole gare: i derby. Spalleggiato dalla giunta rossa della città di Torino, in primis, il sindaco parziale, Chiamparino, espropria del diritto di proprietà della Juventus sullo Stadio Comunale che ha visto in misura nettamente maggiore le imprese Juventine su quelle granata. Ma tant’è, che gioisce, eruttando acido, che gli corrode le viscere, come i suoi invidiosissimi sudditi, per la concessione fattagli dal Comune per lo stadio pregno d’imprese bianconere. Non essendo in grado di pianificare sul vicino terreno del Filadelfia la sede più consona per il Torino 1906, decide di rinominare lo Stadio Comunale in Stadio Grande Torino. Accettiamo solo per rispetto delle Glorie Granata.  

Come tutti i granata, vive di espedienti antijuventini e nulla più. Notevole l’espressione mimica.

h1

A proposito di Interisti e Granata.

Tue, 12 August 08

TORINO – Domani sera andrò a gustarmi il ritorno della Juventus in campo internazionale. L’emozione di vedere all’opera i nuovi innesti, tastare il potenziale della squadra, vedere i vecchi campioni potersi ripresentare su un palcoscenico a loro consono fa veramente piacere. La Juve è la squadra della mia città e siamo noi il vessillo calcistico della città della Mole nel mondo. E’ dai tempi di Gino Bramieri infatti che il Toro è qualcosa di imponderabile in Europa, così come l’Inter dai tempi in cui l’uomo non era ancora sbarcato sulla Luna.

Percui, mentre la compagine granata non può divertirsi perchè è stato abolito il suo trofeo preferito, la Mitropa Cup, e mentre l’Inter guidato da Mourinho, il più forte allenatore che abbia mai calcato i terreni di gioco della Vecchia Europa, si limita a gags da telenovelas, noi, la Juventus, scendiamo in campo allo Stadio Comunale contro una compagine semi-sconosciuta. La beffa potrebbe essere dietro l’angolo, ma non possiamo nasconderci dietro un dito: l’obbiettivo è ben figurare. Toro e Inter invece ripartono con l’acidità che li rode, con la solita invidia, con i soliti “film” – ci vendicheremo e torneremo forti come il Grande Torino e altre tiri-tere che vanno avanti da tanto tanto tempo, forse troppo. Di loro sappiamo già tutto: ce chi vive per due partite e fa idoli chi scava buche e chi senza avere la classe gioisce di scudetti vinti il secondo tempo dell’ultima giornata giocata con retrocedenti e vinta col campione strappatoci grazie ad intercettazioni effettuate dalle loro aziende – altrimenti non ce l’avrebbero fatta.

Rimando poi al mittente l’illazione sulla mia provenienza, in me scorre sangue della terra compresa tra il Tanaro e la Bormida da una parte e dal pinerolese dall’altra. Non sono cresciuto poi calcisticamente, all’ombra dell’invidia del Padrone com’è la storia del piu comune granata. Ho visto giocare con i miei colori grandi campioni come Platini, Vialli, Del Piero e molti altri che avevano la dignità almeno di un Gigi Meroni e che avrebbero scalzato dalla squadra titolare uno qualunque della squadra formata da Bacicalupo, Ballarin, Maroso etc etc. Non ho invidie. Penso a Zoff, Gentile, Cabrini per fare un esempio.

Così, caro cugino granata, limitati a tradurre polacco o Breat Easton Ellis, non versare bile, aspetta il giorno del derby, non ti dispiacere se Knezevic farà qualche partita buona, che il Dio del calcio è in grado di accontentare tutti, ognuno secondo le sue aspettative: chi a ritornare in Europa, chi a pareggiare con la frode, chi a vincere con le sanzioni.

h1

TORO, TORO VAFFANCULO!

Tue, 1 July 08

TORINO – Il giocatore croato Dario Knezevic, onesto giocatore, ma non trascendentale contenuto dell’arte della palla-piede si è rivestito con la casacca bianconera. A trattativa in corso, contro la volontà del giocatore, l’invidioso Urbano Cairo, patron granata, si è intromesso nella trattativa. A loro modo, cioè in maniera scorretta, i granata hanno provato a soffiarci il giocatore. Non c’era dubbio alcuno che il discendente dell’impero austro-ungarico preferisse la Juve. Già questo era lo smacco che incombeva sugli Invidiosi. Il primo tesserato granata avrebbe voluto giocare nella Goeba. Ma si sa, che Urbano Cairo affabulatore, non di discosta troppo da Ciminelli. Percui, oltre a qualche trovata di visual merchandising granata, il presidente del Torino Calcio 1906 ma forse prima!, rimane ancora a secco. La campagna acquisti del Toro appare orientata su giovani fenomeni, astri nascenti come “er principe” Giannini, il giovane Costacurta, la futura diga lusitana Fernando Couto mentre per l’attacco stanno pensando alla nuova coppia Nappi-Fontolan. Non c’è che dire: anche quest’anno si divertiranno. E’ storia che il giocatore sarà un buon rincalzo in grado di dare fiato ai terzini in un’annata che si preavvisa lunga. 

h1

GRANATA D’INVIDIA.

Wed, 25 June 08

TORINO - Un alito di vento soffia sui ricordi ingialliti di fine ottocento, quando i ragazzi del nord italia imparavano ad amare quella sfera in cuoio. Allontanatisi dai banchi di liceo, da studi notarili, s’incontravano su prati rettangolari e seguendo la moda sbarcata dalla lontana Albione. Sul filo dello spirito pionieristico e con un mucchio di agonismo da vendere, i nostri avi si organizzavano a correre sui manti erbosi in schemi che a fatica comprendevano. Nel magma di quegli anni vennero forgiate in luoghi ormai passati ai ricordi degli estinti le principali squadre italiane.

Al diradarsi delle nubi, all’aprirsi del cielo sopra Torino, i giovani esteti del Balòn si riunivano negli spazi verdi della città, in primis il manto di piazza d’Armi, di fronte alle antiche caserme militari furono teatro delle prime aggregazioni spontanee. I profeti del futbòl anglosassoni, stanziati in abitazioni torinesi, richiamavano le nuove leve sabaude e l’ìndottrinavano a calciare la sfera di cuoio con precisione e a bloccarla. In breve tempo l’entusiasmo della libertà data dal calcio a un ragazzo prevalse su ogni questione. Anche sotto la Mole venne fondata una prima aggregazione torinese e un’altra ancora chiamata internazionale per i suddetti motivi. A tali giochi si era avvicinata anche la Regia Palestra di via Magenta. Ma nulla era ufficiale. Dopo un decennio, a ruota del Genoa, vennero costituite le principali società. Nel 1897 viene fondato lo Sport Club Juventus, che è la prima squadra di Torino ad avere una struttura ordinata. Le squadrette che calcano i terreni torinesi hanno colori a bande giallonere e casacca rosa. La terra di piazza d’Armi ha un odore umido, profondo, che va ad abitare le narici dei giovani che allora correvano dietro ad un pallone. Si tratta di un gioco pionieristico, appunto di cui tutti si sentono partecipi. Tuttavia sono anni in cui l’orgoglio è un valore forte e radicato nell’animo umano.

In un volo pindarico carico d’invidia, la penna di un discreto giornalista di fede granata s’illumina della luce squallida che contraddistingue la storia della seconda squadra di Torino. Tale affabulatore è Pino Culicchia, che con una sfera di cristallo alla mano battezza gli ottocenteschi avi che calciano all’ombra della capitale sabauda d’invidiosa granatudine. Fortunatamente, possiamo prendere come mendace l’affermazione del Culicchia, secondo cui, a prescindere da ciò che ha insegnato la storia, gli Invidiosi hanno abitato i nostri primi campi di Futbòl. Addirittura il nostro Pino, va affermando che gli invidiosi sono stat la prima squadra di calcio italiana. Lasciamo che tale miele agrodolce scorra nel suo funesto libro Ecce Toro che ha qualcosa di cacofonico e ricorda l’affermazione Eccetera ovvero, altre parole o affermazioni secondarie, proprio come il Toro è. Secondario, inutile, jellato e dotato di una carica emotiva irrifiutabile ai sadomasochisti. Culicchia, quale giornalista obiettivo deve però riconoscere che le merde granata vengono fondate nella sera del 3 dicembre 2006. Non a caso la fondazione del Toro avviene in una birreria, dove sicuramente il Dio Bacco ha obnubilato le menti dei giovani sportivi che tuttalpiù indossavano casacche giallo-nere. Tra i fondatori ricordiamo il Primo Invidioso d’Italia tale Alfredo Dick. Alfredo Dick, che porta nel cognome anglosassone la sua condizione, è un distaccato degli albori juventini. In lui si produce il sesto dei sette vizi capitali. Insieme ad ignari pionieri del gioco del calcio, fonda il Torino. In questo atto egli trasferisce questa caratteristica che fa si che ogni dannatissimo anno, l’obiettivo principale dei Fastidiosi Invisiosi sia quello di vincere un derby, in qualunque modo possibile.