TORINO – Cairo, nasce a Milano 51 anni fa. Cresce bauscia e alla stregua
del suo idolo decide di prendere per mano una squadra alla deriva, cosa lodevole se c’è un’appartenenza di tifo. Così non è perchè Cairo è del Toro solo dal punto di vista zodiacale. Cresce all’ombra del più grande uomo d’affari d’Italia degli ultimi trent’anni, Silvio Berlusconi. Nel 1995 comincia a scimmiottarlo e lo fa egregiamente bene tanto da fondare un gruppo pubblicitario e poi fonda la Cairo Comunication. Dal 2005 rileva il Torino Calcio fallimentare ed incomincia in molteplici occasioni a versare bile sulla Juve. Pur essendo legato da molteplici interessi al gruppo Fininvest, trae accordi in ambito calcistico con Moratti, l’importante è creare un giocattolo che si sappia impegnare in due sole gare: i derby. Spalleggiato dalla giunta rossa della città di Torino, in primis, il sindaco parziale, Chiamparino, espropria del diritto di proprietà della Juventus sullo Stadio Comunale che ha visto in misura nettamente maggiore le imprese Juventine su quelle granata. Ma tant’è, che gioisce, eruttando acido, che gli corrode le viscere, come i suoi invidiosissimi sudditi, per la concessione fattagli dal Comune per lo stadio pregno d’imprese bianconere. Non essendo in grado di pianificare sul vicino terreno del Filadelfia la sede più consona per il Torino 1906, decide di rinominare lo Stadio Comunale in Stadio Grande Torino. Accettiamo solo per rispetto delle Glorie Granata.
Come tutti i granata, vive di espedienti antijuventini e nulla più. Notevole l’espressione mimica.


La beffa potrebbe essere dietro l’angolo, ma non possiamo nasconderci dietro un dito: l’obbiettivo è ben figurare. Toro e Inter invece ripartono con l’acidità che li rode, con la solita invidia, con i soliti “film” – ci vendicheremo e torneremo forti come il Grande Torino e altre tiri-tere che vanno avanti da tanto tanto tempo, forse troppo. Di loro sappiamo già tutto: ce chi vive per due partite e fa idoli chi scava buche e chi senza avere la classe gioisce di scudetti vinti il secondo tempo dell’ultima giornata giocata con retrocedenti e vinta col campione strappatoci grazie ad intercettazioni effettuate dalle loro aziende – altrimenti non ce l’avrebbero fatta.
ma non trascendentale contenuto dell’arte della palla-piede si è rivestito con la casacca bianconera. A trattativa in corso, contro la volontà del giocatore, l’invidioso Urbano Cairo, patron granata, si è intromesso nella trattativa. A loro modo, cioè in maniera scorretta, i granata hanno provato a soffiarci il giocatore. Non c’era dubbio alcuno che il discendente dell’impero austro-ungarico preferisse la Juve. Già questo era lo smacco che incombeva sugli Invidiosi. Il primo tesserato granata avrebbe voluto giocare nella Goeba. Ma si sa, che Urbano Cairo affabulatore, non di discosta troppo da Ciminelli. Percui, oltre a qualche trovata di visual merchandising granata, il presidente del Torino Calcio 1906 ma forse prima!, rimane ancora a secco. La campagna acquisti del Toro appare orientata su giovani fenomeni, astri nascenti come “er principe” Giannini, il giovane Costacurta, la futura diga lusitana Fernando Couto mentre per l’attacco stanno pensando alla nuova coppia Nappi-Fontolan. Non c’è che dire: anche quest’anno si divertiranno. 


