
A proposito di Interisti e Granata.
Tue, 12 August 08TORINO – Domani sera andrò a gustarmi il ritorno della Juventus in campo internazionale. L’emozione di vedere all’opera i nuovi innesti, tastare il potenziale della squadra, vedere i vecchi campioni potersi ripresentare su un palcoscenico a loro consono fa veramente piacere. La Juve è la squadra della mia città e siamo noi il vessillo calcistico della città della Mole nel mondo. E’ dai tempi di Gino Bramieri infatti che il Toro è qualcosa di imponderabile in Europa, così come l’Inter dai tempi in cui l’uomo non era ancora sbarcato sulla Luna.
Percui, mentre la compagine granata non può divertirsi perchè è stato abolito il suo trofeo preferito, la Mitropa Cup, e mentre l’Inter guidato da Mourinho, il più forte allenatore che abbia mai calcato i terreni di gioco della Vecchia Europa, si limita a gags da telenovelas, noi, la Juventus, scendiamo in campo allo Stadio Comunale contro una compagine semi-sconosciuta.
La beffa potrebbe essere dietro l’angolo, ma non possiamo nasconderci dietro un dito: l’obbiettivo è ben figurare. Toro e Inter invece ripartono con l’acidità che li rode, con la solita invidia, con i soliti “film” – ci vendicheremo e torneremo forti come il Grande Torino e altre tiri-tere che vanno avanti da tanto tanto tempo, forse troppo. Di loro sappiamo già tutto: ce chi vive per due partite e fa idoli chi scava buche e chi senza avere la classe gioisce di scudetti vinti il secondo tempo dell’ultima giornata giocata con retrocedenti e vinta col campione strappatoci grazie ad intercettazioni effettuate dalle loro aziende – altrimenti non ce l’avrebbero fatta.
Rimando poi al mittente l’illazione sulla mia provenienza, in me scorre sangue della terra compresa tra il Tanaro e la Bormida da una parte e dal pinerolese dall’altra. Non sono cresciuto poi calcisticamente, all’ombra dell’invidia del Padrone com’è la storia del piu comune granata. Ho visto giocare con i miei colori grandi campioni come Platini, Vialli, Del Piero e molti altri che avevano la dignità almeno di un Gigi Meroni e che avrebbero scalzato dalla squadra titolare uno qualunque della squadra formata da Bacicalupo, Ballarin, Maroso etc etc. Non ho invidie. Penso a Zoff, Gentile, Cabrini per fare un esempio.
Così, caro cugino granata, limitati a tradurre polacco o Breat Easton Ellis, non versare bile, aspetta il giorno del derby, non ti dispiacere se Knezevic farà qualche partita buona, che il Dio del calcio è in grado di accontentare tutti, ognuno secondo le sue aspettative: chi a ritornare in Europa, chi a pareggiare con la frode, chi a vincere con le sanzioni.
